Come si fa con il bagno durante i trekking a cavallo? È una delle prime domande che viene in mente quando si pensa a un trekking itinerante, anche se in pochi la fanno ad alta voce.
C'è un WC? Potrò farmi una doccia a fine giornata? La risposta breve è: sì, è tutto organizzato. Abbiamo soluzioni semplici e funzionali per gestire tutto. Bisogna sapersi adattare e avere quel sano spirito di avventura che ti permette di divertirti nelle situazioni nuove, ma non c'è nulla di improvvisato. Ecco come funziona.
Com’è organizzato il campo: bagno e doccia

Durante i trekking lo staff accompagna il gruppo con un camion di supporto. Di solito arriva prima di noi e quando arriviamo al bivacco il campo è già montato.
Vengono allestite due tende dedicate:
- una tenda per il WC
- una tenda per la doccia
Sono tende chiuse con cerniera, realizzate con un materiale plastificato e lavabile. All’interno c’è una base in legno su cui si cammina.
Le tende dei servizi vengono montate leggermente distaccate da dove si dorme per garantire intimità, ma non troppo, per facilitare l'uso anche di notte.
Il WC durante il trekking
Nella tenda dedicata al WC troverai un WC chimico da campeggio. Se hai già usato il bagno di un camper, la soluzione è molto simile.
È composto da due parti: una base che raccoglie i rifiuti solidi e liquidi e una parte superiore con la seduta e la riserva d’acqua. Dopo l’utilizzo si apre il sistema interno che divide le due parti, si scarica e poi si richiude, per evitare la fuoriuscita di odori.
La carta non va inserita nel WC ma nel cestino presente all’interno della tenda. Il WC è uno solo, quindi è necessario avere un po’ di pazienza. In molti, dopo i primi giorni, preferiscono la soluzione nature.
Si possono fare i bisogni in natura?
Molte persone preferiscono l'aria aperta, basta appartarsi e rispettare alcune regole.
- Salviette, fazzoletti o altri prodotti igienici vanno sempre raccolti in sacchetti e portati al grande sacco dei rifiuti vicino al camion.
- I bisogni solidi vanno coperti con il terreno. Vicino al camion è disponibile una palettina, ma spesso il terreno è abbastanza morbido da permettere di coprire tutto facilmente.
Gestione del ciclo mestruale
La gestione del ciclo mestruale può sembrare difficile all’inizio, ma è molto simile a quella che si può avere in un qualsiasi viaggio, dove si devono usare dei servizi lungo il tragitto.
Acqua, sapone e carta sono sempre disponibili. Si consiglia di portare anche un piccolo igienizzante personale. Con il passare dei giorni diventa tutto più semplice. Spesso ci si organizza anche insieme ad altre partecipanti, andando in due e aiutandosi a vicenda.
La doccia

Al bivacco è disponibile una tenda doccia, si tratta di una struttura semplice, con base in legno, chiusura con cerniera e con vari punti dove appendere i vestiti e l’asciugamano.
Il sistema funziona con un secchio di acqua calda e una tazza di plastica. Ci si bagna, ci si insapona e poi ci si risciacqua versandosi l’acqua. È un sistema essenziale ma funzionale, che permette di lavarsi completamente (anche chi ha i capelli lunghi) con poca acqua.
Il sapone solido è molto comodo in questi casi e l'asciugamano in microfibra si asciuga in un attimo. Chi preferisce può alternare la doccia all’uso delle salviette umidificate.
Prodotti per l’igiene: cosa portare
Ecco una piccola lista di cose utili da portare nei trekking a cavallo per semplificare la gestione del bagno e l'igiene personale.
- sapone solido
- asciugamano in microfibra
- salviette umidificate
- sacchettini, meglio se opachi
- gel igienizzante per mani
Rispetto e responsabilità
Ci muoviamo in spazi naturali, spesso lontani da tutto, ma non per questo “vuoti”. Sono territori attraversati da persone che ci vivono e lavorano, come i pastori che incontriamo lungo il cammino. In questi contesti siamo ospiti, e comportarci con attenzione è una responsabilità.
Per questo raccogliamo sempre tutto ciò che non è naturale: salviette, carta, rifiuti, tutto viene messo nei sacchetti e riportato al camion per essere smaltito correttamente. I bisogni si coprono con la terra e, quando serve, si sciacquano eventuali tracce, come nel caso del dentifricio. L’obiettivo è lasciare meno tracce possibili in modo che, dopo il nostro passaggio, tutto torni esattamente com’era.
Questione di abitudine
All’inizio può sembrare tutto un po’ macchinoso: capire come funziona il WC, organizzarsi con i sacchettini, gestire i tempi. In realtà bastano uno o due giorni perché tutto diventi molto naturale. Dopo aver preso confidenza con gli spazi e con il ritmo del trekking, quello che prima sembrava complicato diventa normale.
Può far sorridere, perché siamo abituati a grandi comodità, ma anche questo contribuisce a farci tornare alla semplicità e a un contatto più autentico con la natura, che è poi il motivo per cui scegliamo questo tipo di viaggio.
