Il deserto non si attraversa. Si ascolta. Il Sahara non si guarda. Si vive.
Un viaggio a cavallo nel sud del Marocco non è un itinerario, è un'esperienza che ti disegna dentro. Per giorni cavalchi in silenzio, immerso in paesaggi sterminati dove ogni rumore è attutito dalla sabbia e ogni orizzonte si sposta appena ti avvicini. Di notte, la luce del fuoco danza sulle tende, e sopra di te un cielo nero trapuntato di stelle ti ricorda che qui, tutto è essenziale.
Il Trekking Touareg proposto da Ranch de Diabat è pensato per chi cerca molto più di una vacanza: è una vera spedizione equestre attraverso il Sahara, lontana dal turismo convenzionale.
In questa guida ti raccontiamo come funziona davvero, cosa serve sapere prima di partire, e perché chi l'ha vissuto parla di un "prima" e un "dopo" il deserto.
Chi può partecipare: una sfida autentica per cavalieri esperti
Questo non è un trekking per principianti. Il viaggio è riservato a chi ha una solida esperienza equestre: pieno controllo alle tre andature, autonomia in sella, e abitudine a gestire il cavallo anche in terreni aperti. Si cavalca per diverse ore al giorno, spesso senza riferimenti, sotto il sole o tra venti desertici, in zone dove l’unica costante è la tua relazione con il cavallo.
Non serve essere atleti, ma è importante avere buona resistenza fisica e mentale. Dormire in tenda, lavarsi con l’essenziale, condividere spazi e silenzi: fa parte del viaggio tanto quanto la sella.
"Nel deserto non sei mai solo: sei con il tuo cavallo, con il vento, con il gruppo e con te stesso."
La giornata tipo nel Sahara: ritmo, tappe, emozioni
La sveglia arriva con la luce. Nessuna suoneria, solo il sole che filtra dalla stoffa della tenda e il profumo del tè alla menta. Dopo una colazione calda, si preparano i cavalli: ogni partecipante sella il proprio compagno, sistema le borse, controlla l'acqua. Poi si parte.
Si cavalca per 4-5 ore al mattino, attraversando paesaggi che cambiano in continuazione: dune dorate, letti di fiume secchi, rocce scure, piste sabbiose battute dal vento. Il silenzio è ovattato, le voci si abbassano, i pensieri si allungano.
Il pranzo è una pausa condivisa sotto un albero solitario o all'ombra di una roccia. Si mangia cibo preparato sul momento, si beve tè dolce, si riposa.
Nel pomeriggio altre 2-3 ore di marcia: il ritmo si adatta al gruppo, al vento, alla luce. Verso il tramonto si raggiunge il luogo del bivacco, dove si monta il campo, si accudiscono i cavalli, si cucina insieme, si ride. E poi arriva la notte.
Dormire nel deserto: il bivacco e la magia della notte

Dormire nel Sahara è un'esperienza difficile da spiegare. Non ci sono pareti, non ci sono rumori artificiali. C'è solo la sabbia, una tenda, il tuo sacco a pelo, e sopra di te un cielo che sembra vicino.
Ogni sera il team allestisce un campo mobile, che si sposta seguendo il ritmo del viaggio.
Il bivacco è semplice ed essenziale: tende, area cucina e spazi comuni dove ritrovarsi a fine giornata.
Si dorme in tenda, nel silenzio del deserto, con temperature che di notte diventano più fresche ma generalmente asciutte nei mesi invernali.
Ci sono docce da campo e una tenda per il wc chimico ma l’acquia é un bene essenziale e va tutelato : il trekking si svolge in totale autosufficienza.
È una scelta precisa, che fa parte dell’esperienza.
Il deserto non offre comodità, ma restituisce autenticità, tempo e presenza.
Una notte si trascorre in un campeggio basico dove si potrà riassaporare una doccia e un bagno come a casa, per comprendere il valore delle comodità che ogni giorno diamo per scontate.
I cavalli: arabo-berberi addestrati alla libertà
I protagonisti silenziosi di questo viaggio sono loro: i cavalli arabo-berberi, selezionati e allenati da Ranch de Diabat per affrontare con equilibrio, forza e sensibilità i terreni più diversi.
Non sono cavalli da maneggio. Sono abituati al deserto, alle lunghe distanze, al clima secco. Conoscono il terreno, rispondono con prontezza e ascoltano. Ogni cavaliere ha il proprio cavallo per tutta la durata del trekking. Il rapporto che si crea in pochi giorni è sorprendente: è una comunicazione silenziosa, fatta di gesti, respiro, ritmo condiviso.
Cosa portare (e cosa no): l'essenziale nel deserto
Ogni partecipante riceve una lista dettagliata prima della partenza, ma qui sotto trovi una sintesi degli oggetti davvero utili:
- Casco da equitazione (obbligatorio)
- Abbigliamento tecnico a strati (giorno caldo, sera fredda)
- Pantaloni da equitazione + guanti
- Torcia frontale + powerbank
- Crema solare + stick labbra
- Sacco a pelo (comfort 0°C)
- Scarpe da equitazione + ghette
- Salviette umidificate, fazzoletti, igiene personale da campo
Tutto il bagaglio principale viene trasportato dal veicolo logistico. In sella si porta solo uno zainetto leggero con borraccia, snack, occhiali, crema.
Perché fare questo viaggio almeno una volta nella vita
Perché il deserto ti spoglia del superfluo. Ti obbliga ad ascoltare, ad adattarti, a rallentare. Ti fa sentire vulnerabile, e per questo più presente.
Un trekking nel Sahara non è solo un viaggio a cavallo. È un ritorno a una forma di essenzialità che in Europa abbiamo dimenticato. È un modo per capire quanto poco serve per sentirsi completi. È il ritmo lento, la fiducia nel cavallo, la forza del gruppo, il silenzio che parla.
E quando torni, ti manca tutto. Anche la sabbia tra i capelli.
Se vuoi scoprire il fascino emotivo e le sensazioni vissute da chi ha già partecipato a questa esperienza unica, leggi anche il nostro articolo: Trekking a cavallo nel deserto: l’avventura più attesa del 2026.
Prenotazioni, prossime date e contatto
Il Trekking Touareg è disponibile a gennaio e febbraio, periodo ideale per attraversare il deserto con clima asciutto e temperature equilibrate.
Scopri tutte le informazioni ufficiali, date, programma dettagliato e modalità di prenotazione: Trekking Touareg a cavallo nel deserto.
FAQ - Domande Frequenti
Serve un livello avanzato di equitazione?
Sì, il viaggio richiede esperienza alle tre andature e autonomia nella gestione del cavallo.
È pericoloso?
No, ma richiede resistenza, adattabilità e spirito di gruppo. La sicurezza è garantita dallo staff.
Posso viaggiare da solo?
Certo. Molti partecipano singolarmente. Il gruppo si crea naturalmente lungo il percorso.
Come posso prepararmi fisicamente?
Attività di resistenza e uscite a cavallo regolari nei mesi precedenti sono consigliate.
